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Siracusa: domenica di fuoco

SIRACUSA – La giornata di domenica è stata devastante dal punto di vista degli incendi, fino a notte in città si è respirata puzza di bruciato che arrivava dalle aree rurali colpite dai roghi, spenti solo alle prime luci dell’alba. Cinque sono stati quelli più gravi. Quello più grave in contrada Arenaura, in piena riserva Ciane-Saline: le fiamme hanno intaccato anche la Fonte del fiume Ciane, con il suo rarissimo papiro. Poi in contrada Targia, dove è stato evacuato un acquapark per precauzione. In contrada Tremmilia con il fuoco che bruciava su diversi fronti e le autorità hanno dovuto chiudere due strade a causa della caduta degli alberi incendiati sulla carreggiata. Nella tarda sera è scoppiato un altro forte rogo vicino il centro commerciale Decathlon, in piena zona industriale tra Siracusa, Melilli e Priolo, a pochi passi dai serbatoi di uno degli stabilimenti petroliferi. Per fortuna, anche questo incendio, è stato spento prima che potesse causare pericoli maggiori. Infine un rogo in viale Epipoli, che dal centro della città porta alle Mura Dionigiane.

Oltre ai vigili del fuoco sono stati impegnati anche gli uomini della Protezione civile comunale di Siracusa, che ha chiesto rinforzi anche a Priolo e Canicattini.

“Vengono troppi sospetti: troppi fronti, tutti insieme, con una cadenza sospetta. Non sono io a dover valutare l’eventuale dolo, né credo di averne le capacità, ma mentre siamo tutti a sinistra della Fonte Ciane, ci chiamano dalla parte opposta; mentre corriamo dalla parte opposta, parte un incendio da un’altra parte. A prescindere dalle condizioni meteo e temperatura che hanno superato i 40 gradi, il dubbio della mano umana c’è” questo lo sfogo dell’assessore comunale alla Protezione civile, Sergio Imbrò.

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